Sezione preistorica

>

Nel territorio asolano non sono attestate testimonianze del Paleolitico e del Mesolitico essendo gli strati più antichi sepolti sotto metri di depositi più recenti.
Con il Neolitico (VI-IV millennio), periodo cruciale nella vita dell’uomo, s’assiste a una delle più grandi rivoluzioni dell’umanità: la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento. Compaiono anche altre fondamentali tecnologie quali la produzione ceramica, la filatura, la tessitura e la lavorazione della pietra mediante levigatura.
I materiali che documentano il periodo provengono da Casalromano; si tratta di frammenti ceramici identificabili nella Cultura dei vasi a bocca quadrata, dalla forma dell’imboccatura dei recipienti, diffusa in Italia settentrionale dalla Liguria al Veneto e suddivisa, a seconda del tipo di decorazione, in tre componenti: stile geometrico-lineare (prima metà del IV millennio), stile meandro-spiralico (a metà del millennio), stile a incisioni e impressioni (seconda metà del millennio). I reperti esposti presentano un decoro inciso con motivo a spina di pesce.
La Cultura dei vasi a bocca quadrata vede il suo declino con il diffondersi di nuovi impulsi riconosciuti nella Cultura di Lagozza dal sito di Varese in cui sono attestati i primi rinvenimenti. In museo sono ascrivibili a questo periodo alcuni resti ceramici rinvenuti in località cava Sandrelli a Fontanella Mantovana, dalle caratteristiche anse tubolari multiple denominate «a flauto di Pan».
Nel corso del IV millennio ha inizio l’età del Rame, intermedia tra il Neolitico e quella del Bronzo, in cui compare l’uso di questo metallo per realizzare asce e pugnali. In ambito agricolo vengono introdotti la trazione animale e l’aratro, mentre la società diviene più complessa e diversificata, come dimostrano le molte necropoli (Remedello e Fontanella Mantovana), caratterizzate da complicati riti di sepoltura (Manerba).
Tombe dell’epoca furono rinvenute a sud ovest di Asola anche da don Luigi Ruzzenenti, parroco della cittadina e collaboratore di Gaetano Chierici padre fondatore della paletnologia italiana insieme a Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel. I materiali sono ora conservati al Museo nazionale preistorico etnografico «Luigi Pigorini» di Roma.
In questo periodo compare una particolare foggia vascolare detta campaniforme:
dal caratteristico recipiente che ricorda una campana rovesciata.
Questo tipo di produzione ceramica, diffusa dal Portogallo all’Europa centrale e dalla Sicilia all’Inghilterra e alla Danimarca, segna la cesura tra il Neolitico finale (o età del Rame) e l’età del Bronzo antico.
Per il territorio limitrofo a Asola alcuni frammenti di Vaso Campaniforme sono stati rinvenuti sempre in località cava Sandrelli nel comune di Casalromano a testimonianza di una persistenza in aree abitative già precedentemente occupate. Di notevole interesse e databile all’età del Rame è il pugnale in selce a lama foliata ritrovato in località corte Porcilaia di Marcaria, ritrovamento sporadico di cui è andato perduto il contesto originario. Il periodo più rappresentato nella collezione
è l’età del Bronzo, che corrisponde circa al II millennio. È suddivisa dagli archeologi in differenti periodi durante i quali si sviluppano diverse culture, caratterizzate dall’associazione costante di particolari forme ceramiche, attrezzature, modalità d’insediamento e riti funerari. Nel corso dell’antica età del Bronzo (2200-1600 a.C.) in gran parte del nord Italia s’afferma la Cultura di Polada, dall’abitato scavato nei pressi di Lonato (Brescia). Esso mostra il caratteristico abitato in palafitte, argilla e paglia, sostenuto da pali infissi nel terreno, posto sopra uno specchio d’acqua lacustre o in una zona soggetta a periodici allagamenti.
Il tipo di sepoltura adottato è l’inumazione: nell’area prealpina sono usate grotte, grotticelle e ripari sottoroccia, mentre meno rappresentate sono le tombe a fossa e sotto tumulo. I vasi caratteristici di questa cultura, d’impasto medio-fine, sono i boccali e le tazze con ansa a gomito, spesso dotata d’appendici sulla sommità, e di anfore biansate che presentano talora una decorazione a motivi geometrici
incisi o graffiti. Nei pressi di Asola, nella frazione di Sorbara, località Campagnotti, nel 1999 è stata scavata una necropoli con sepolture entro fossa: i materiali dei corredi, conservati presso il Museo archeologico nazionale di Mantova permettono di datare lo scavo all’inizio dell’antica età del Bronzo.