La Grande Guerra

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«Siamo ben lieti di fare degli scambi col Museo da Ella così degnamente rappresentato, e creda pure non faremo delle tirchierie rispetto agli oggetti, non fosse altro che per favorire cod. Museo e concorrere alla propaganda patriottica Nazionale, ed alla valorizzazione della passata epopea». Così in una lettera datata 13 giugno 1930 il direttore del Museo storico italiano della guerra di Rovereto risponde a una proposta avanzata dal cavalier Bellini.
La «Sala cimeli di guerra» compare nell’inventario dattiloscritto degli anni Quaranta includendo reperti relativi alla Grande Guerra, alle guerre coloniali e a quella di Spagna. La presenza a Asola di questi beni, nonostante il luogo sia ben lontano dai fronti bellici, si deve prevalentemente all’attività di raccolta, anche diretta, del Bellini. Un conflitto quelli del 1914 che rompe gli schemi costituitisi nel mito del Risorgimento presentandosi da subito come guerra totale, di massa, con una mobilitazione di uomini estremamente superiore rispetto al passato, soprattutto contadini da ogni regione d’Italia costretti ad abbandonare le campagne. La nascita dell’artiglieria leggera, lo sviluppo e il potenziamento di quella pesante cambiano i piani di battaglia fino allora elaborati. Gli anni della Grande Guerra vedono una rapida accelerazione del progresso tecnologico: in brevissimo tempo i metodi di combattimento sono rivoluzionati, le compagnie di fanteria nel 1918 sono completamente diverse da quelle del 1914, per la struttura organica, per le tattiche e per le dotazioni. I progressi dell’aviazione sono testimoniati da un velivolo da ricognizione di cui si conservano sedile, volante e elica sulla quale è presente un adesivo con marchio della fabbrica costruttrice «SAML»: Società anonima meccanica lombarda, con sede a Monza, che dal 1913 avvia la produzione di biplani da ricognizione modello austriaco Aviatik.