Le campagne napoleoniche

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Le campagne napoleoniche e il trattato di Campoformio (1797) decretano la fine della Repubblica veneta,  Asola e il territorio bresciano confluiscono nella Repubblica Cisalpina. Assegnata inizialmente al dipartimento del Benaco, passa poi nel 1798 a quello del Mincio. I documenti descrivono la storia di quei giorni delineando alcuni momenti salienti come l’arrivo del VII reggimento degli Ussari in città e l’elenco dei beni presi alla popolazione (lenzuoli, coperte, raschi, carriole, badili, paglierizzi, bocce di vetro…). Un’epigrafe in marmo rosso donata da un privato ricorda l’assedio posto a Mantova nel 1796 e la salvezza della città, attribuita all’intercessione del Preziosissimo sangue di Gesù Cristo.
Il ritorno degli austriaci tra la primavera del 1799 e quella del 1800 porta al ripristino dell’organizzazione istituzionale precedente, abolendo numerose forme di autonomia locale, sia amministrativa che giurisdizionale. Dopo la pace di Luneville, che nel 1801 ristabilisce le condizioni di Campoformio, Asola torna a far parte della Repubblica Cisalpina, cui segue la costituzione della Repubblica Italiana (1802), trasformata in Regno d’Italia (1805). La definizione di uno stato inteso in senso moderno, ancorché assoggettato al dominio francese, porta a una profondissima revisione costituzionale. Napoleone ridisegna le strutture del regno secondo il modello francese e sul piano politico istituisce le prefetture che, affiancate dagli organi consiliari, sono direttamente responsabili dell’amministrazione nei confronti del governo e hanno ampie competenze in vari settori, da quello tributario a quello tecnico edilizio, alla regolamentazione delle acque. Una funzione importante da loro esercitata è il controllo dell’ordine pubblico con la gestione degli organi di polizia e della guardia nazionale, con la sovrintendenza sulle carceri e sul funzionamento degli uffici giudiziari periferici. A livello sociale viene introdotta la competenza anagrafica dello stato e l’attivazione dei registri di stato civile (1806), attraverso i quali si giunge ad avere un’effettiva percezione della popolazione. Nel settore della salute pubblica vengono emanati provvedimenti volti a limitare le malattie contagiose e infettive (controllo della macerazione dei lini e vaccinazione contro il vaiolo). Un’attenzione notevole viene dedicata al problema dell’istruzione pubblica: la Rivoluzione francese aveva infatti affermato il diritto di ogni cittadino all’istruzione, testimoniato dal registro dei «fanciulli» che dovrebbero frequentare la scuola. Sono significative anche quelle decisioni rivolte al sostenimento delle scuole pubbliche utilizzando le rendite dei capitali confiscati alle corporazioni e alle confraternite religiose. Il senso dell’educazione pubblica è rappresentato anche dallo sviluppo delle attività culturali, come gli spettacoli teatrali, e dalla particolare cura verso i beni artistici e le antichità dello stato: lo testimoniano i primi e precursori atti di tutela (circolare del vice prefetto di Castiglione delle Stiviere che esorta a conservare e custodire oggetti d’antichità). Il congresso di Vienna nel 1815 ricondurrà la Lombardia nell’orbita austriaca.