Kylix attica

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La coppa, con ampia vasca poco profonda su piede a tromba e anse a bastoncino oblique verso l’alto, è utilizzata per gustare il vino durante il simposio (symposion, da syn + pinein, bere insieme). Questa pratica conviviale che segue il banchetto, riservata ai cittadini maschi adulti, è nella cultura greca una sorta d’istituzione politica, religiosa e sociale, attraverso cui i gruppi aristocratici sperimentano, in un luogo protetto, le regole e i comportamenti da tenere nel più ampio contesto della città (polis).
Il vino viene diluito con acqua secondo regole ben precise che prevedevano rituali definiti e vasellame appositamente preparato per ogni funzione. Insieme al cratere, alle brocche e ai piatti, la kylix costituisce il corredo ceramico necessario alla realizzazione del simposio.
Su questi vasi i ceramisti greci rappresentano ogni scena del quotidiano attraverso il linguaggio allusivo del mito.
Nella raffigurazione della coppa asolana, sul lato A compare una figura maschile centrale con barba: Dioniso, seduto su uno sgabello pieghevole (diphros), tiene tra le mani una cornucopia; sullo sfondo un motivo decorativo vegetale costituito da racemi di vite. Il lato B, lacunoso nella quasi totalità della raffigurazione, conserva ancora traccia di una decorazione analoga.
Ai lati della divinità due grandi occhioni costituiti da tre grandi cerchi concentrici a compasso con sovradipintura rossastra sulla cornea e al centro della pupilla: gli occhi, iconografia diffusa nel vasellame di questo tipo, allontanano qualsiasi pericolo di tradimento da parte degli altri convitati creando una sorta di maschera apotropaica per il simposiasta. All’interno è rappresentato un Gorgoneion, figura legata al mito di Medusa, mostro dal caratteristico potere di pietrificare attraverso lo sguardo; la scelta dell’emblema da parte del ceramografo diventa monito che dissuade dal superare i limiti e dal lasciarsi andare a un bere sfrenato.