Fondo documentario

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I documenti che figuravano nella «Sala autografi, libri e stampe» sono ulteriore testimonianza dell’eterogeneità del collezionismo di Bellini, che nel suo inventario del 1941 elenca solo quei documenti che la sensibilità storica del tempo giudicava essere più importanti: autografi di compositori e uomini politici, come Verdi e Garibaldi, fotografie della famiglia Savoia recanti la firma in originale.
In realtà la raccolta ci restituisce anche voci di personaggi minori come Flaminio Venturini, detto il Bozolese, che venne impiccato sulla forca presso Acquanegra nell’inverno del 1817 o il medico che nel 1830 visitò le figlie di un certo Giuseppe Puliti di Firenze dichiarandone il buono stato di salute.
Nell’attuale allestimento la valorizzazione del fondo è affidata a un percorso multimediale: attraverso la riproduzione dei documenti i visitatori possono sfogliare virtualmente le carte, leggere le schede di approfondimento, fare ricerche. Quattro sono le sezioni: il carteggio di Bellini, i documenti dal XV al XIX secolo, i documenti del Novecento, gli autografi.
Nel carteggio sono conservate ventisette tra lettere e cartoline postali inviate al collezionista dal 1906 al 1945 da istituzioni italiane e straniere oltre che da amici e conoscenti. Semplice corrispondenza tra privati, queste carte erano già, nel progetto di Bellini, a tutti gli effetti veri e propri oggetti da museo. In esse le tracce della formazione della raccolta s’intrecciano con frammenti di vite private. Gli amici Giuseppe e Virginia Bergamaschi, che leggono sulla «Voce di Mantova» dei progressi del museo e si complimentano con il fondatore per la sua luminosa appassionata opera di collezionista.
Per quanto riguarda la sezione documenti l’arco cronologico va dal dominio Veneto al Regno d’Italia, passando attraverso il periodo francese e austriaco: lettere, sentenze, atti di compravendita, volantini, illustrazioni, in gran parte testimonianza preziosa della storia asolana.
La sezione dei documenti del Novecento comprende volantini, opuscoli, giornali, pubblicati prevalentemente nell’ambito della propaganda delle guerre coloniali e del primo conflitto mondiale. Questi materiali perdono qualsiasi connotazione commerciale per trasformarsi in strumenti di comunicazione ideologica e politica, dove la parola serve a incitare, sostenere oppure a confutare i nemici.
Il registro linguistico è conciso, imperativo, attraente, efficace; la grafica s’arricchisce di punti esclamativi, piccole mani che indicano parti significative del testo, cornici utilizzate per evidenziare i paragrafi.
Anche le cartoline sono impiegate per lo stesso scopo, soprattutto per i costi ridotti, la facilità di riproduzione, l’immediatezza della visualizzazione, il passaggio in più mani intermediarie dal mittente al destinatario: il mezzo postale preferito dai soldati. La sezione degli autografi include anche semplici messaggi, inviti, biglietti da visita, che recano la firma di personaggi illustri: Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Armando Diaz, Filippo Tommaso Marinetti e altri.