Archeologia

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L’interesse collezionistico di Bellini si rivolse da subito e con vivacità al materiale archeologico, sia attraverso acquisizioni sul mercato antiquario (in particolare una kylix attica a figure nere e una stele funeraria egizia), sia attraverso la raccolta di reperti che, tra la fine Ottocento e inizio Novecento, si cominciarono a rinvenire nel comprensorio territoriale a oriente dell’Adda e a sud dei laghi alpini.
Alla collezione del Bellini si affiancarono nel corso degli anni altri materiali provenienti da scavi e ricognizioni nell’area, depositati presso il museo dal Ministero.
Importanti benché quantitativamente modesti sono i rinvenimenti di materiale neolitico della cultura del vaso a bocca quadrata e dei materiali dell’età del Rame (frammenti di ceramica di tipo campaniforme e di tipo Chassey-Lagozza), oltre ad alcune asce neolitiche in pietra verde dal territorio.
Più significativi e abbondanti sono i materiali della cultura di Polada (età del Bronzo Antico, olle e boccali di impasto) e materiali della cultura palafitticolo-terramaricola (età del Bronzo Medio e Recente, ceramica di impasto, bronzi, osso lavorato).
Sporadici e poco contestualizzati risultano invece i rinvenimenti dell’età del Ferro, anche se sono presenti materiali che trovano confronti con contesti importanti come Fontanella Mantovana per la prima età del Ferro e l’Etruria padana per l’epoca arcaica, mentre sono presenti materiali molto interessanti da contesti celtici (armi, gioielli, ceramica) che trovano confronti nell’importante necropoli di Carzaghetto e di Remedello.
Per le epoche più recenti, oltre a materiale romano di varie classi purtroppo con pochi dati di rinvenimento (ceramica fine da mensa, ceramica comune da mensa e da cucina, anfore, lucerne, vetri, metalli, una piccola raccolta numismatica e alcune epigrafi, tra cui di rilievo un testo tardoantico con dedica di un impianto termale), sono presenti alcuni materiali da contesti di scavo: in particolare sono interessanti i complessi funerari rinvenuti nei pressi di Asola che documentano un momento avanzato della romanizzazione delle popolazioni celtiche stanziate in Pianura Padana (Asola, Fondo Pasquali e Sorbara, Palazzina Fiorita).