LIMITI – UNO SGUARDO SUL TERRITORIO PADANO

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24 Mar 24 - 14 Apr 24

La mostra offre uno sguardo critico e artistico sulle trasformazioni in atto nel territorio padano sui confini fisici e immateriale.

Giovanna Dell’Acqua

Giovanna utilizza la fotografia come potente mezzo per trasmettere il suo messaggio e catturare l’essenza della sua esplorazione. Il suo approccio prevede l’acquisizione di immagini che parlano del paesaggio in evoluzione, delle intricate relazioni tra urbanizzazione e storia e dell’impatto dei cambiamenti sociali sul territorio.
Visual Storytelling: Giovanna usa le sue fotografie per raccontare una storia visiva che si svolge nei luoghi che ha scelto. Ogni immagine funge da capitolo nella narrazione più ampia, raffigurante la giustapposizione di sviluppo urbano e resti storici. Le immagini diventano un linguaggio visivo che gli spettatori possono interpretare e con cui connettersi emotivamente.
Inquadratura selettiva: attraverso un’attenta inquadratura e composizione, Giovanna evidenzia elementi specifici all’interno di ogni scena. Concentrandosi su dettagli particolari, attira l’attenzione sui contrasti tra modernità e tradizione, continuità e cambiamento. La scelta di angoli, prospettive e inquadrature guida l’attenzione degli spettatori nella comprensione del messaggio.
Contrasto e confronto: attraverso confronti affiancati o all’interno di una singola cornice, Giovanna crea un contrasto tra diversi elementi. Tali contrasti consentono agli spettatori di riflettere sui cambiamenti nel territorio.
Documentare il cambiamento: il viaggio fotografico di Giovanna documenta la trasformazione del territorio nel tempo.
Sequenza narrativa: le fotografie di Giovanna creano un flusso narrativo. Questa sequenza guida gli spettatori attraverso un viaggio visivo, incoraggiandoli a mettere insieme la storia e il messaggio. La disposizione delle fotografie nella mostra evoca un senso di progressione ed esplorazione.
Nel complesso, la fotografia di Giovanna diventa un veicolo di comunicazione, permettendole di comunicare le intricate sfumature del territorio in evoluzione, i cambiamenti sociali e l’interazione tra storia e vita contemporanea. Attraverso il suo obiettivo, trasforma gli spazi in narrazioni visive che spingono gli spettatori a riflettere sul significato del territorio e sulla sua identità in evoluzione.

Leonardo Tonini

Leonardo ha cominciato l’esplorazione poetica del territorio padano nel 2013. La prima esperienza si è concretizzata nel 2014 nel libro Megalopoli edito a Lugano per la casa editrice Alla Chiara Fonte. Durante la sua ricerca ha conosciuto l’architetto e pittore Stefano Santi che con un mezzo espressivo diverso (la pittura) esplorava il territorio della Bassa con lo stesso intento analitico. L’idea di Megalopoli, che si è concretizzata in una mostra, era di evidenziare le caratteristiche del territorio come luogo di vita e frutto dei desideri delle persone che l’avevano vissuto. Uscire quindi sia dal giudizio negativo che tende a evidenziare “gli scempi” sul territorio, sia la visione “turistica” che vuole dare una un’immagine patinata del paesaggio, nascondendo le disarmonie.
Nella mostra LIMITI la ricerca si approfondisce in una riflessione più ampia dove il poeta si pone la domanda che sta alla base del desiderio di produrre benessere. Alla soglia di un mutamento antropologico in atto negli ultimi decenni, la domanda è: Quale futuro per il territorio?
Il linguaggio della poesia si fa meno analitico e più lirico, non più solo esplorazione, indagine, ma riflessione sul destino del divenire di un territorio tra i più densamente popolati e industrializzati d’Europa che sembra oggi aver perso il suo scopo.