LA POESIA DEL VIAGGIO

Mara Isolani

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4 Mag 25 - 31 Mag 25

Il viaggiatore

Chiaro mattino di limpidi cieli
sorge a richiamo acuto e feroce
a troncar la radice, ferma e tenace,
a cercare orizzonti nuovi e lontani,
seguendo l’istinto o una macchia di stelle,
scorrendo le nubi lungo il cammino,
lasciando i pensieri su un ciglio di strada,
quali pietre che sabbia nasconde.

Lasciare che il sole sorga soltanto
su un nuovo cielo o un nuovo orizzonte
è giusta catarsi da pesanti legami,
è con l’universo stretta simbiosi.
E’ un fremito fresco che spinge a cercare
nuovi profili di case e di monti,
è un’intima sete che non riesci a placare.

Mara

La vita è un viaggio e un eterno gioco tra la finitezza e l’indistinto, il compiuto e l’irrisolto. Non si smette mai di esplorare, si va senza destinazione in un’affascinante esperienza alla scoperta di sentieri dove assemblare emozioni e progetti, ciò che conta è l’andare per cercare e trovare sé stessi. Ecco quindi che i quadri si animano di turisti e auto iconiche sulla cui lucida superficie si riflettono paesaggi e persone, quasi una porta su una dimensione parallela in cui vivono e si realizzano i nostri sogni.Anche la tecnica pittorica propone la coesistenza di opposti: il realismo delle figure e la riduzione a motivi astratti dei fondali, la stesura del colore ad olio e gli inserti materici di malta e sabbia. I soggetti nascono da una ricostruzione mentale che accosta elementi osservati in tempi e luoghi diversi e trasportati nella dimensione del sogno.

E’ un mondo di viaggiatori della vita che si incamminano inglobati in architetture senza tempo e caratterizzate da uno spazio non convenzionale dove tutto è immaginabile, dove tutto è realtà ma nel contempo è anche fantasia, in un sostanziale á plat, icone di un vivere disumanizzato che usa e rende esasperato e ripetitivamente monotono ogni elemento del vivere. Si avverte anche un “oltre”, una forza remota,  un’eco, un particolare richiamo che  pervade tutte le Opere quasi come si cercassero l’un l’altra e venissero poi a coinvolgerci coralmente, nelle testimonianze raggiunte attraverso esperienze uniche, appassionate, ardue perché costruite su figure e ombre, quali presenze e “assenze”.

Sono famiglie da cui traspare incomunicabilità, sono fotogrammi di vita che presumono un prima e un dopo che saranno immaginati diversi da ogni persona che li osserverà. Ciascuno vi proietterà la propria vita e  le proprie esperienze.

“Considero, pertanto, le mie Opere terminate” aggiunge Mara Isolani “solo dopo che il fruitore ha generato la propria interpretazione, ma, poiché il numero dei fruitori è teoricamente infinito, le mie opere non sono mai terminate ma continuano ad evolversi nel  tempo.”