MARINO IOTTI – IL MIO DIARIO DIPINTO

STEFANO SANTI E ALBERTO BERNARDELLI

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22 Ott 23 - 5 Nov 23

Marino Iotti è pittore astratto, nel senso che non ha come soggetto la realtà visibile, ma rivolge la propria ricerca verso gli elementi fondanti della pittura” – così lo descrive Alberto Bernardelli – “Dunque “dipinge la pittura” che, anche nelle fasi storiche di maggior realismo e aderenza alla realtà, è sempre stata un procedimento tecnico sull’uso del colore del segno. Iotti continua a interpellarli, svuotandoli di intenzioni documentarie e investigandoli  per le loro valenze simboliche. Per raggiungere questo obiettivo Iotti esplora la tela come fosse la pagina di un diario dove registra le battaglie e le conquiste del suo pensiero, gli ardori e le tenerezze degli incontri, le bellezze e le asprezze di un mondo che fatica a raddrizzarsi, i pieni e i vuoti che circondano le nostre fragilità. Ma non rinuncia a registrare anche le quotidiane incursioni nella vita delle forme, laddove si infrangono le rigide regole del tempo cronologico e si assapora il piacere della fuga dagli obblighi, verso un tempo favorevole, prediletto, a tu per tu con la creazione artistica. La foga della scoperta convive con la caparbietà per la conquista della “forma”. L’invenzione estemporanea guida la mano, mentre l’occhio dubbioso non s’accontenta e chiede rettifiche finchè il quadro non raggiunge la sua pienezza espressiva. Per ultimo va elogiata la tenace e continua ricerca di trasparenza e di profondità, che da sempre costituiscono i connotati più intimi della pittura e che sono anche caratteri distintivi della vita virtuosa. Profondi, per sentire battere a tratti il cuore del mondo, trasparenti, per non creare barriere e per vedere “oltre”.”

Biografia

Marino Iotti nasce a Reggio Emilia nel 1954, si avvicina alla pittura in giovanissima età apprendendone le basi tecniche frequentando i corsi che il Prof. Giulio Soriani teneva alla Piccola Accademia di Regina Pacis, e successivamente con lo scultore Ugo Sterpini.

Nel 1978 inizia la sua attività espositiva a Scandiano con “Studio aperto” uno studio/galleria che voleva essere punto di incontro e confronto tra gli artisti . Anche se sempre più affascinato dalla pittura aniconica, Iotti dedica una parte dei primi anni Ottanta allo studio della pittura italiana del Novecento. Studio che consente all’artista di rafforzare le proprie capacità tecniche. Ma è con artisti come Graham Sutherland e Giacometti, che avviene il graduale passaggio ad un linguaggio dapprima simbolico (con temi di problematiche sociali) per passare poi ad una pittura astratto/informale.