Fuori porta

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2 Giu 24 - 23 Giu 24

Lorenza Pellini nasce a Verona l’11 luglio 1956. Fin dalla tenera età la pittura ha fatto parte del suo mondo. Nella vita si dedica ad attività nell’arredamento che le permettono di esprimersi, ma non la completano. Decide quindi di riprendere in mano i pennelli e di cominciare a dipingere, andando a scuola.

Frequenta per dieci anni la scuola Tavella, con il prof. Gianni Lollis cimentandosi in vari apprendimenti, poi nel 2012 decide d’iscriversi all’Accademia Cignaroli, dove frequenta corsi con prof. Nicola Nannini, prof. Pierantonio Tanzola e professoressa Rosabianca Cinquetti.
Partecipa alle estemporanee della Pia Opera Ciccarelli, dove si qualifica per ben tre anni tra i primi selezionati, ai concorsi della Scuola Tavella, tre volte alla rassegna L’Arte Racconta i Quartieri, promossa dal Comune di Verona.

«L’evocazione contemplativa è il tratto caratterizzante e distintivo del poetico realismo di Lorenza Pellini, raffinata pittrice veneta che in tanti anni di intenso impegno è riuscita a dare vita a uno stile davvero molto personale.

Il punto di partenza della sua ricerca, peraltro sempre in fieri, è la realtà, che l’artista osserva con scrupolo e attenzione per tradurre sulla tela quelle emozioni e sensazioni profondissime che derivano dalla sua spiccata sensibilità.

Non si tratta quindi di una mera operazione traspositiva del reale, che infatti non viene riprodotto tale e quale, quanto una visione lirica dello stesso che tende a privilegiare quei passaggi luministici e chiaroscurali che lo rendono estremamente godibile.

Si ha la netta impressone che Lorenza voglia condurre l’osservatore con garbo e delicatezza all’interno del suo universo creativo attraverso il registro della sintassi meta-narrativa, un registro che permette un immediato accesso ai tanti rimandi simbolici che si trovano iscritti nei suoi lavori dove lirismo puro e concatenazione ideativa si incastonano in perfette architetture visive, compiute nelle proporzioni e forbite nella disposizione planimetrica e prospettica.

Tutto questo iscrive l’iter compositivo di Pellini nell’alveo di un realismo in cui la realtà si ammanta di un fascino inatteso, quello che spesso l’osservatore non coglie perché avulso dai ritmi fagocitanti della quotidianità che spesso lascia poco spazio alla riflessione.

In questo senso l’artista – e Lorenza in modo davvero evidente – svolge un’azione davvero importante, quella di sottolineare particolari anche minimi che però donano eccellenza alla forma e specificità alla materia dipinta». (Dott. Simone Fappanni, critico e storico d’arte)